L’idea del corpo in Oriente nel XIX secolo.
01 Marzo 2012
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Gli Orientalisti, affascinati dall’hammam e dal culto del corpo rimarcato nei paesi da loro visitati nel XIX secolo, al di là dei luoghi comuni e degli stereotipi, si sono messi a cercare le origini di questa devozione per il corpo nella propria storia greco-romana.
Il titolo che ho scelto non è una visione mentale, ovvero una semplice percezione effimera e furtiva del corpo da parte degli Orientalisti del XIX secolo. Va detto che eravamo nel pieno della colonizzazione e del romanticismo, per quanto ciò possa sembrare contradditorio. Artisti, scrittori e altri viaggiatori sono andati alla scoperta dei paesi orientali per conoscerne di persona gli usi e costumi. E all’inizio si sono portati dietro tutti i loro tabù sul corpo, i loro divieti, le loro restrizioni, i loro limiti: corsetti, postura rigida, colori tenui accentuati dal clima ambientale, décolleté appena accennati…
Il nudo esisteva solo nella pittura, non era ben visto e soprattutto non era naturale. Si posava per i pittori, ma lo si faceva per mestiere. Da Lamartine a Nerval, passando per molti autori, l’idea del corpo in Oriente è stata raccontata attraverso trattati scientifici, racconti, poemi e quadri celebri.
Tra questi esploratori di usi e costumi possiamo citare una donna: Lady Montagut, moglie di un ambasciatore, che fu la prima donna europea a visitare i bagni mori (1717) in Turchia. Il suo corsetto era talmente stretto che le donne orientali che frequentavano i bagni turchi erano convinte che si trattasse di una specie di strumento di tortura impostole dal marito. Lady Montagut non solo invidiava la nudità di queste donne, simbolo di emancipazione e di lusso, ma era sedotta anche dall’apparente libertà di alcuni lati della loro vita. Racconta che «sia i bagni che il vestiario tanto amati dalle donne turche rappresentavano per lei degli strani passatempo».


LA LIBERTÀ DEL CORPO
Che cosa scoprono gli Orientalisti in quello che noi chiamiamo ancora oggi Oriente?
Un modo di vivere in cui la libertà del corpo veniva vissuta nel quotidiano in maniera naturale e anche rituale. Se prendiamo in considerazione solo ed esclusivamente la loro scoperta dei rituali dell’hammam, ebbene, è la beata libertà del corpo, soprattutto delle donne, all’interno dell’hammam. Non esisteva la televisione né alcun’altra occupazione se non quella di creare un ambiente dove rilassarsi e stare bene, cosa di cui avevano bisogno sia a casa loro sia nell’hammam: uno spazio dove regnava il vapore, l’igiene, il profumo e il benessere.
Oggi le donne occidentali aderiscono al 100% all’idea del benessere dopo il lavoro, a questa evasione vera e propria rappresentata dai trattamenti orientali per il corpo e per l’anima: occuparsi di se stesse, coccolarsi, trattarsi bene per stare bene e rinfrancarsi dopo il lavoro, nel week-end, prima di una festa o di un viaggio, di una serata grigia, fredda.
Qui ritrovano calore e atmosfera conviviale, con questi massaggi eseguiti con gesti reiterati, le coppette con acqua di fiori d’arancio, acqua di rose, gli oli, i nuovi profumi e le nuove consistenze di prodotti nobili che sono davvero esistiti ai tempi delle Mille e una Notte e anche prima, nei miti delle donne indù, persiane ed egiziane.
RESTIAMO PER UN ATTIMO IN EGITTO
La bellezza non è forse nata sulle sponde del Nilo? Sovrane o semplici operaie, le figlie di Iside sembrano spesso molto vicine a noi, anche se da loro ci separano oltre 3000 anni di storia. Dai trattamenti per il corpo, passando per i fard e le acconciature, l’uso dei cosmetici non era considerato un lusso bensì una necessità della vita terrena e anche della vita dopo la morte, tanto che le donne si facevano seppellire con i pigmenti che servivano loro per disegnarsi il rigo sotto gli occhi.
I raffinati nécessaire da toeletta ritrovati nelle tombe dimostrano l’importanza che essi rivestivano per i loro proprietari.
Il commercio di unguenti conobbe a quel tempo un grandissimo sviluppo, così come quello degli accessori di bellezza. Ma la prima preoccupazione degli Egiziani rimaneva quella dell’igiene corporea. Tanto per fare un esempio, ricordiamo i famosi bagni di Cleopatra nel latte d’asina, i preziosi profumi e gli oli delicati per nutrire la pelle ed evitare la secchezza cutanea. Ogni toilette degna di questo nome iniziava con l’epilazione o la rasatura, soprattutto delle gambe e del petto; d’altronde, nelle tombe sono stati ritrovati strumenti depilatori. I massaggi con oli profumati erano una pratica diffusa e anche i prodotti antirughe erano molto utilizzati. Sono state ritrovate le ricette di questi preparati sui papiri e nei racconti dei ricercatori.
LE MILLE E UNA NOTTE
Più vicino a noi, l’Oriente di Bagdad, per esempio attraverso le Mille e una Notte. Che cosa ci ha insegnato quest’opera riguardo alla bellezza delle donne e del culto del corpo? Gli Occidentali hanno scoperto il corpo in una grande libertà di spirito: il corpo reale, i suoi fantasmi, i suoi miti, la sua bellezza e la cura ossessiva di cui era oggetto. Dal XVIII secolo ad oggi quest’opera continua ad essere tradotta e ad esercitare sempre lo stesso fascino per quell’Oriente fatto di bellezza e di benessere. E ispira anche tutte le forme d’arte: poesia, romanzi, teatro, calligrafia, pittura, coreografia, oreficeria, cinema e anche a casa propria ci si veste, ci si lava, ci si trucca, si fuma, si vive come nelle Mille e una Notte.
Su questo tema sono stati disegnati vestiti, sono stati creati gioielli, profumi, decorazioni, e trattamenti che ritroviamo oggi nei «Bagni di Sherazade», che erano sinonimo di profumi delicati, di unguenti al sapore di miele, di mela e di frutta. Quando si parla di bellezza o di raffinatezza, non si può non parlare di Sherazade. Questa donna così universale e così moderna ci ha insegnato che tutte le donne si ritrovano e si riconoscono in lei.
IL MITO DI AZYADE
Un altro mito letterario è nato con il romanzo “Azyade” di Pierre Loti. Azyade è una storia d’amore per una donna, per una città e per un intero popolo. Ma è anche un’attrazione smisurata per la bellezza delle donne. Quando il narratore vede per la prima volta Azyade, a una finestra, ecco come la descrive «Comparve una testa umana, con due grandi occhi verdi che mi fissavano. Le sopracciglia erano di color marrone, abbastanza scure, quasi unite tra di loro, l’espressione dello sguardo era un miscuglio di energia e di dolcezza, si sarebbe detto lo sguardo di un bambino, tanto era fresco e giovane. Lo sguardo verde mare a suo tempo cantato dai poeti d’Oriente»; più avanti dirà di lei «Tutte le mattine ci mette un’ora a cercare di mettersi a posto i capelli ribelli, che ritiene sconvenienti. Se li lava nel bagno, con acqua di rose, e ci mette le ore. Questo lavoro e quello che consiste nel tingersi le unghie di rosso-arancione sono le sue principali occupazioni».
I BAGNI CALDI
Questi bagni caldi esistono, appunto, fin dai tempi più antichi, secondo l’egittologo Claude Etienne Savary (1750-1788), che ci dice che i bagni del Cairo sono stati cantati perfino da Omero, illustratore degli usi e costumi del suo tempo, che ha scritto le famosissime opere Iliade e Odissea, storia di Ulisse e del suo bel viaggio. Ebbene, l’hammam ci offre qualcosa che non vale certo meno di un magnifico viaggio, con disorientamento garantito, in quello che questo autore definisce a buon diritto il «grande piacere». Parla di vapore che fuoriesce da una fontana con un getto d’acqua continuo in bacini di acqua calda nei quali si bruciano dei profumi, generalmente animali, il muschio, l’ambra e il miele. Cito le sue parole «Le persone giacciono sdraiate sopra un lenzuolo, con la testa appoggiata su un cuscinetto, e possono assumere qualunque posizione desiderino, mentre una nube di vapori profumati li avvolge e penetra in tutti i loro pori. Quando un lieve madore ricopre il loro corpo arriva un servitore che li massaggia delicatamente, davanti e dietro, e quando le membra sono diventate elastiche e flessibili, fa scrocchiare le giunture, senza forzare.
E massaggia, sembra modellare la carne senza causarti neanche il minimo dolore. Poi si arma di un guanto di stoffa e sfrega a lungo la pelle. Durante questa operazione stacca dal corpo del paziente, tutto sudato, delle specie di scaglie, pulendo la pelle anche dalla minima impurità impercettibile che ostruisce i pori. La pelle diventa morbida come seta. Quando si è ben lavati e purificati si viene avvolti in un lenzuolo e si segue la guida che ci accompagna su un palco dove è situato un letto. Non si fa in tempo a sdraiarsi che arriva un ragazzino che con delicate pressioni delle dita asciuga bene tutto il corpo. Si cambia poi per la seconda volta il lenzuolo; il ragazzino strofina delicatamente con una pietra pomice le callosità dei piedi e poi ti porta la pipa e il caffè moka» (ma anche del tè, al quale i bagnanti, uomini e donne, aggiungono spezie, la cannella, il sesamo, l’anice, la menta, il cardamomo ma volendo anche dei pinoli, e poi mangiano mandorle, noci e semi di girasole e frutta secca o fresca). Continuo nella citazione: «I polmoni si dilatano e si respira profondamente. Dopo un massaggio eseguito alla perfezione, come rigenerati, si prova una sensazione di benessere cosmico. Il sangue circola più facilmente e ci si sente sollevati, come liberati da un peso enorme. Si prova una elasticità fino ad allora sconosciuta. Sembra di nascere una seconda volta e di vivere per la prima volta. Le donne adorano questi bagni e ci vanno almeno una volta a settimana. La loro maggiore sensualità rispetto agli uomini le spinge a lavarsi il corpo e i capelli con acqua di rose. Si fanno intrecciare dalle parrucchiere i lunghi capelli neri sui quali, invece di polvere e pomate, applicano essenze preziose. È qui che si scuriscono le palpebre e si allungano le sopracciglia con il khol. È qui che si dipingono le unghie delle mani e dei piedi con l’henné che conferisce loro un colore aurora. La biancheria e gli abiti che le vestono vengono passati al vapore soave del legno di aloe. Il resto del tempo lo passano a far baldoria tra di loro».
CONCLUSIONE
Come avrete notato, è esattamente quello che Charme d’Orient fa nelle spa, o nei piccoli hammam o più modestamente nelle docce di casa. Ed è questa distensione e questo riposo del corpo ai quali si rivolgono i nostri sforzi per far conoscere in Occidente il valore dell’igiene e il culto del corpo e dell’anima, che noi speriamo diventino valori universali.
D’altronde, i pittori orientalisti, i primi ad aver messo piede in questa bella terra d’Oriente, come Théophile Gautier, Delacroix, Decamps, Fromentin si sono raccomandati di riprodurre alcuni tipi dell’umanità intera e gli aspetti multiformi del pianeta che abitiamo. Per quanto ci riguarda, noi stiamo rendendo universali i prodotti di bellezza dell’umanità intera, la biodiversità dell’Oriente, perché il nostro lavoro è anche un’arte, l’arte di lavarsi, di rilassarsi, di truccarsi, di occuparsi di se stessi. La bellezza del mondo, compresa la bellezza indù, la bellezza araba, quella turca e quella cinese si unisce e si integra con la bellezza occidentale. Ieri come oggi le donne europee hanno avuto e hanno ancora la sensazione che il fascino dell’Oriente agisse o agisca su di loro molto più intensamente che non per un semplice gusto dell’esotico, perché hanno scoperto che la bellezza è un’arte come le altre che va condivisa e che può rappresentare anche uno scudo per difendersi dalla bruttezza del mondo di oggi.
Yasmina ZERROUG – Fondatrice Charme d’Orient – Parigi
Paola VIGHETTO – Ceo Charme d’Orient Italia – Docente Formazione Rituali Hammam, Trattamenti Orientali, ed Epilazione Orientale al Miele – Perugia
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